Il punteggio di qualità AdWords è il voto che Google assegna a una tua keyword presente in un gruppo di annunci, basandosi sulla qualità delle tue inserzioni e delle tue landing page nelle precedenti aste d’annuncio.

Il punteggio di qualità, o quality score (QS), è registrato su una scala da 1 a 10, dove 1 indica il punteggio più basso e 10 quello più alto. Quando una nuova parola chiave viene aggiunta per la prima volta ad un gruppo di annunci, questa ha un punteggio di qualità nullo contrassegnato da “-”, non avendo Google dati a disposizione per calcolarlo.

 

Perché è importante il punteggio di qualità Ads (ex AdWords)

Se ti stai ancora domandando perché ti dovresti concentrare sul miglioramento del quality score delle tue campagne Ads, ti rispondo subito: il quality score misura l’impatto della qualità di una keyword - variabile in relazione a landing e annuncio - sull’ad rank (il posizionamento dell’annuncio), e quindi su quanto andrai a pagare per ogni posizione in cui la tua inserzione si andrà a collocare.

Di conseguenza, un quality score maggiore è correlato ad un CPC minore e a un più alto posizionamento dell’annuncio.

 

I 3 fattori che influiscono sul quality score

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio come funziona il quality score di Ads prendendo in considerazione i seguenti tre elementi:

  • Percentuale di clic prevista: è la metrica che stima la probabilità che, data una ricerca equivalente alla parola chiave, l’annuncio mostrato per quella parola chiave riceva un click (escludendo l’impatto della posizione, del formato e delle estensioni dell’annuncio).
  • Pertinenza degli annunci: è la metrica che valuta quanto l’annuncio è pertinente con la parola chiave, quindi se vi è corrispondenza semantica.
  • Esperienza sulla pagina di destinazione: è la metrica che valuta quanto la pagina di destinazione sia pertinente ed utile in base alla ricerca dell’utente, e sia quindi in grado di offrire un’esperienza positiva.

 

Come controllare il punteggio di qualità Google Ads

Una delle novità nel mondo di Google Ads del 2017 è stata l’introduzione delle colonne di stato anche per le diverse componenti del punteggio di qualità. In precedenza, infatti, era presente solo la colonna relativa al punteggio di qualità complessivo, e per vedere le votazioni delle varie componenti era necessario cliccare su un fumetto nella colonna dello stato della parola chiave.

Le attuali quattro colonne relative al punteggio di qualità (“Punt. qual.”, “Esperienza sulla pagina di destinazione”, “Pertinenza annuncio” e “Percentuale di clic prevista (CTR)”) hanno di molto semplificato l’utilizzo di queste metriche per migliorare le proprie campagne Ads.

In aggiunta, AdWords fornisce anche un dato storico del punteggio di qualità, in modo da facilitare ulteriormente l’analisi qualitativa dell’evoluzione delle campagne. Il dato fornito da AdWords nelle colonne sia per l’attuale che per lo storico è da 1 a 10 per il punteggio di qualità, mentre per le sue componenti vi sono tre stati: "nella media" o "sopra la media" (che indicano una qualità sufficiente) e "sotto la media" (che segnala invece problemi di qualità nella specifica componente).

Grazie a questa granulare divisione del punteggio di qualità, l’inserzionista è maggiormente guidato verso le parti delle campagne che hanno bisogno di miglioramenti. Per aggiungere queste colonne ad AdWords, bisogna andare sulla scheda delle parole chiave, cliccare su “Colonne” e selezionare dal menù le metriche relative al punteggio di qualità.

 

Alcuni miti sul punteggio di qualità

Il punteggio di qualità visibile agli inserzionisti non è utilizzato per il calcolo del ranking dell’annuncio al momento dell’asta, essendo una stima aggregata basata sulla performance storica e solo per chiavi di ricerca uguali alla parola chiave. Al momento dell’asta, un punteggio di qualità specifico verrà calcolato per quella data ricerca, composto della stima di percentuale di clic, pertinenza dell'annuncio ed esperienza sulla pagina di destinazione relative ad essa.

Il quality score non è influenzato dalla posizione storica degli annunci. Nel calcolare il CTR previsto, AdWords esclude l’impatto che la posizione dell’annuncio ha avuto sul CTR passato. In questo modo, non è possibile innalzare il proprio punteggio di qualità semplicemente aumentando l’offerta per la parola chiave e quindi la posizione dell’annuncio.