Nel mondo SEO, la crawlability è l'insieme di tutti quegli aspetti che influiscono sulla navigabilità di un sito e sulla corretta scansione dei suoi contenuti da parte dei motori di ricerca. I siti caratterizzati da una buona crawlability permettono ai visitatori di trovare facilmente i contenuti che cercano, e Google ad effettuarne una corretta indicizzazione.

Perfezionare gli elementi di crawlability significa dunque migliorare la navigabilità di un sito non solo da parte degli utenti, ma anche dei motori di ricerca, i quali valutano la qualità di un sito anche attraverso l'emulazione del comportamento degli utenti reali.

 

L'indice di Google

Prima di entrare nel dettaglio, assicurati che le pagine del tuo sito siano presenti nell'indice di Google. Il processo di indicizzazione avviene solitamente in maniera automatica durante il crawling dei bot dei motori di ricerca. 

Digita su Google il comando site:nometuosito.it, e scopri il numero di pagine indicizzate. Corrisponde alla quantità di pagine effettivamente presenti sul tuo sito? Se sì, allora puoi smettere di preoccuparti.

In caso contrario, il motivo può essere che il tuo sito è talmente nuovo da dover essere ancora "scoperto" dai bot, oppure che le sue pagine non sono collegate attraverso un appropriato sistema di link interni e risultino quindi "orfane". Per porre rimedio a questa problematica puoi:

  • ottimizzare l'architettura del tuo sito migliorandone la struttura interna;
  • inviare l'URL non presente nell'indice mediante la funzionalità "Submit URL" della Search Console.

 

Ecco perché la crawlability rappresenta un fondamentale fattore di posizionamento, nonché uno degli aspetti principali di cui tenere conto durante un'analisi SEO del tuo sito. Scopriamo assieme come migliorarla seguendo questi semplici passaggi!

 

1. Presta attenzione alla gerarchia delle pagine

Per ottenere i migliori risultati in termini SEO, è importante che le pagine del tuo sito seguano una gerarchia ben precisa. L'ideale è riuscire ad ordinarle in un percorso lineare e ben definito: partendo dall'homepage, quindi, ricordati di procedere muovendoti dal generale verso il particolare, come nell'esempio qui sotto:

 

url seo friendly

Se una pagina del tuo sito parla di sviluppo siti web, potresti ad esempio avere una URL simile a questa: http://nomeagenziaweb.it/sviluppo-siti-web/. Ipotizzando di voler dedicare una landing page per ciascuna città dove opera il tuo business, potresti ottenere URL come le seguenti: http://nomeagenziaweb.it/sviluppo-siti-web-milano/, o http://nomeagenziaweb.it/sviluppo-siti-web-roma/, ecc.

Idealmente, ogni pagina del sito dovrebbe essere raggiunta in massimo tre click a partire dalla home. Questa comunque non è una regola aurea, e se la struttura del tuo sito è particolarmente elaborata (come nel caso di www.corriere.it) ricordati che la gerarchia delle pagine ha comunque la priorità.

Fai attenzione a non avere pagine "orfane". Se le pagine del tuo sito non sono linkate correttamente tra loro, difficilmente queste potranno essere raggiunte dai bot di Google: in questo modo i contenuti presenti su queste pagine non appariranno mai tra i risultati di ricerca.

 

2. Crea URL statiche e leggibili

Verifica che tutte le URL del tuo sito identifichino con chiarezza l’argomento della pagina. Più la URL è leggibile dagli utenti reali e meglio è, sia per loro che per i motori di ricerca.

Ricordati di privilegiare URL statiche a quelle dinamiche, possibilmente inserendo una keyword che faccia riferimento al contenuto. Per quanto abbiano meno valore rispetto a un tempo, le parole chiave nelle URLincidono ancora sul posizionamento nella SERP!

Riprendendo l'esempio della sezione precedente, è chiaro come l'URL http://nomeagenziaweb.it/sviluppo-siti-web/ non solo faccia capire istantaneamente il tema del contenuto, ma contenendo anche una parola chiave permetterà di migliorare il posizionamento della pagina per la relativa ricerca.

Una URL ottimale, infine, separa le parole con trattini (-) e non underscore (_), non supera i 115 caratteri e non contiene caratteri speciali o parametri superflui.

 

3. Cura la gerarchia dei contenuti

Quando scrivi un contenuto per il tuo sito, presta attenzione alla gerarchia testuale. Il successo di Wikipedia, presente in prima pagina su molte ricerche, è dovuto anche all'impeccabile organizzazione dei contenuti on-page.

Ecco un esempio: 

 

Headings Wikipedia

 

Ricorda che ogni pagina dovrebbe contenere un solo titolo principale (definito, nel codice HTML, con il tag h1). Dividi poi i vari paragrafi con sottotitoli h2 e h3, in base a quanto vuoi andare nel dettaglio. Puoi arrivare fino al tag h6, ma solo se il testo è molto lungo (almeno 2000 parole) e ricco di sottoparagrafi.

Gli heading (in particolare h1 e h2) sono tra gli elementi testuali che più incidono sul posizionamento di una pagina web. Ecco perché è molto importante inserire la keyword principale nel tag h1, così come è fondamentale sfruttare le keyword correlate per scrivere i titoli h2 e i relativi contenuti.

 

4. Ottimizza tag title e description

Title e description sono i due elementi HTML che costituiscono lo snippet testuale visibile nei risultati di ricerca.

Il title è sicuramente uno degli elementi di indicizzazione più importanti ed è essenziale che contenga, all'inizio del tag, una keyword che identifichi il contenuto della pagina. Un title perfetto dev'essere sintetico e non superare i 70 caratteri, altrimenti verrà tagliato e gli utenti non riusciranno a leggerne il contenuto.

 

title e description

La meta description non impatta direttamente sul posizionamento, ma incide sul click-through rate (il rapporto tra click sul link e visualizzazione del risultato nella SERP). Il testo della description appare sotto al title nei risultati di ricerca, e dovrebbe indurre l'utente a cliccare sul link

E' importante dunque inserire anche qui alcune parole chiave (che l’utente vedrà in grassetto quando corrispondono a quelle della sua ricerca) ed evitare di superare i 160 caratteri. Quando questo tag non viene compilato, Google estrapolerà una porzione di testo direttamente dal contenuto della pagina.

 

Verifica la lunghezza di title e description con Screaming Frog

Se il tuo sito dispone di molte pagine, controllare la lunghezza di questi tag per ciascuna di esse può risultare particolarmente time-consuming. Per questo motivo ti consigliamo di utilizzare il tool SEO Spider di Screaming Frog. Si tratta di uno strumento molto completo ed utile per analizzare in massa le URL di un dominio. 

Apri il tool, inserisci il nome del dominio che desideri analizzare e avvia l'analisi delle pagine. All'interno di specifiche tab, SEO Spider ti mostrerà informazioni che puoi prendere in considerazione per migliorare l'ottimizzazione on-site delle tue pagine web.

Per esempio, le schede "Page Titles" e "Meta Description" ti forniscono un elenco delle URL analizzate con i dettagli sui caratteri utilizzati per la compilazione del title o della  meta description. In questo modo ti renderai immediatamente conto quali sono le pagine che necessitano un intervento immediato!

 

SEO Spider di Screaming Frog

 

SEO Spider presenta altre funzionalità molto interessanti. Ad esempio, puoi scoprire se il tuo sito linka a fonti interne o esterne non più esistenti (dando luogo ad errori 404, e quindi ad una pessima esperienza utente) all'interno delle tab "Internal" o "External".

 

5. Ottimizza le immagini

L'importanza delle immagini in una pagina web è spesso sottovalutata. Le immagini, però, rappresentano un'altra grande occasione per suggerire a Google l'argomento di cui si sta parlando.

Per ottimizzare un’immagine è importante inserire l’attributo alt (<img alt="nome alternativo immagine">) e utilizzare un file che abbia un nome esplicativo (evitando quindi nomi come "img1234.jpg"). Può essere utile anche inserire l’attributo title dell’immagine. I contenuti dei tag, che devono essere differenti tra loro, permettono di sfruttare più parole chiave e di far comparire le foto ottimizzate tra i risultati di Google Immagini.

Le immagini dell'ipotetica pagina http://nomeagenziaweb.it/sviluppo-siti-web/, ad esempio, possono avere un tag alt come "sviluppo siti web milano" e un title tipo "web design milano".

 

6. Sitemap e robots.txt

La mappa del sito e il file robots.txt danno ai bot dei motori di ricerca indicazioni su come "muoversi" all'interno del sito. Trattandosi di un argomento molto specifico, rimandiamo la descrizione di questi due elementi all'interno di un apposito articolo dedicato a sitemap e robots.txt.

Contattaci per una consulenza SEO