Il tuo sito internet o la tua pagina web sono ancora in crescita e per ora non sei ancora riuscito ad aumentare le visite sul tuo sito? Stai quindi pensando di rinunciare completamente alle campagne di A/B testing? Questa guida ti aiuterà a capire perché non è una buona idea e come sfruttare tutti i vantaggi dati dal testing consentendoti, così, di affrontare e non di evitare il tuo problema legato alle poche visite sul tuo sito web. Continua a leggere l’articolo e scopri quali sono i trick da utilizzare per ottimizzare il conversion rate della tua pagina grazie all’A/B testing.

 

Come testare?

Parlando di testing si può fare una grande distinzione tra A/B test e test multivariati. Ciò che differenzia questi due gruppi è il fatto che nel primo caso si vanno a testare due sole variazioni, ovvero due sole alternative della pagina che si vuole ottimizzare, mentre nel secondo caso si sottopongono a test una moltitudine di variazioni.

Dato che tanto maggiore è il numero di variazioni che si vogliono confrontare, tanto maggiore è il traffico necessario per raggiungere un risultato che sia effettivamente valido ed attendibile, è immediato associare gli A/B test, e non i test multivariati, ai casi di traffico scarso. Cosa significa tutto ciò? Di fatto significa non poter testare contemporaneamente più di due alternative.

Quindi, se ad esempio vuoi capire se la tua audience reagisce meglio ad una call-to-action rossa o verde posizionata in alto o in basso, dovrai affrontare separatamente tali questioni. Ovvero, dovrai fare una serie di A/B test in successione in cui andare ad indagare questi aspetti separatamente per capire mano a mano come ottimizzare la tua pagina.

Tutto questo richiederà tempo e pazienza; vediamo quindi come ottenere velocemente dei risultati soddisfacenti facendo degli A/B test.

 

Cosa testare?

La prima cosa da fare per avere dei risultati in tempi brevi è testare variazioni radicalmente differenti. Si tratta, semplicemente, di creare due design diversi della pagina e capire quale dei due sia capace di ottenere il maggior conversion rate. Inoltre, per incrementare le probabilità di successo, è bene agire sugli elementi ad elevato impatto, ovvero sugli elementi che più degli altri sono capaci di influenzare il comportamento degli utenti.

Vale la pena sottolineare che un elemento d’impatto non necessariamente deve essere un grande elemento della pagina; in effetti, può anche essere un aspetto molto semplice purché capace di attirare l’attenzione dell’utente e di condizionarne le scelte, guidandolo alla conversione. Il fatto di testare due versioni di una stessa pagina che si differenziano proprio in relazione agli aspetti capaci di attirare maggiormente l’attenzione dell’audience, ti consentirà, nonostante le condizioni di traffico scarso, di condurre con semplicità un A/B test e di migliorare le tue performance di conversione.

Per capire quali sono gli elementi effettivamente d’impatto è necessario avere una buona conoscenza della propria audience; questa può sicuramente maturare con il tempo ma è soprattutto facendo testing che si ha modo di capire cosa può suscitare l’interesse del pubblico. Quindi, alla luce delle considerazioni fatte, potrebbe essere molto utile tener traccia dei test fatti e dei risultati ottenuti così da accumulare materiale che consenta di sviluppare insight interessanti, quindi di avere sempre solide ipotesi da testare.

Vediamo, quindi, che basta utilizzare dei piccoli accorgimenti per poter implementare delle campagne di A/B testing in condizioni di traffico scarso, potendo così innescare il circolo virtuoso dell’improvement. Per andare più nel dettaglio, leggi la nostra guida all'A/B testing.

Infine, nel caso in cui il tuo sito non sia in grado di supportare un vero e proprio A/B test in tempi ragionevoli, puoi sempre decidere di seguire un approccio meno rigoroso che, tuttavia, potrebbe esserti utile per incrementare le performance in termini di conversion rate. In tal caso quello che devi fare è creare due differenti design e sottoporli all’intera audience in due tempi successivi. Certo, viene meno la scrupolosità statistica ma in ogni caso controllando le conversioni ottenute dalle due versioni potrai farti un’idea sul comportamento degli utenti e sulle loro preferenze.

Quando si decide di seguire un approccio qualitativo di questo tipo, però, si devono in qualche modo limitare i danni, ovvero si devono rendere i risultati il più attendibili possibile. Come fare? Semplicemente si deve fare in modo di condurre le due osservazioni in condizioni che, per quanto possibile, siano analoghe, altrimenti si rischia che le contaminazioni esterne vadano a creare delle alterazioni nella valutazione fatta. Nella pratica tutto ciò si traduce nel prestare attenzione ai seguenti aspetti: è importante che le due versioni della pagina vengano sottoposte all’audience negli stessi giorni della settimana e che in nessuno dei due periodi si verifichino eventi particolari che possano alterare il risultato.

 

Questi accorgimenti ti consentiranno di simulare un vero e proprio A/B test e di poter effettivamente capire quale sia il design maggiormente performante sfruttando al massimo le potenzialità del tuo low traffic.