Da quando Google ha monopolizzato le vie di accesso al mondo del web, le aziende hanno capito che apparire in prima pagina tra i risultati di ricerca è fondamentale per intercettare traffico qualificato. I fattori che incidono sul posizionamento di un sito sono migliaia, e Google affina periodicamente i propri algoritmi indirizzando le sue politiche verso un netto miglioramento delle risposte alle ricerche degli utenti.

L'affinamento di questi algoritmi favorisce i siti web in grado di offrire contenuti coerenti e di qualità, apportando benefici proprio agli utenti che, in questo modo, ottengono informazioni e risposte sempre più precise alle proprie query; dall'altro lato, ciò penalizza quei siti che mettono in atto le cosiddette strategie black hat che cercano di alterare il posizionamento sui motori di ricerca. 

Google, infatti, adotta politiche sempre più stringenti nei confronti di chi contravviene alle sue linee guida: proprio per questo motivo, la notizia del rilascio di Google Penguin 4.0 ha suscitato grande attenzione presso gli esperti di SEO e di web marketing.

 

L'arrivo di Google Penguin 4.0

L'arrivo del temutissimo aggiornamento di Google Penguin è stato ufficiosamente confermato ad ottobre 2015 attraverso il profilo Twitter di Gary Illyes, con un laconico 'yes' in risposta ad una domanda di un follower su eventuali cambiamenti in programma per il futuro. Non è stata indetta alcuna conferenza stampa, né sono state rilasciate dichiarazioni dirette: questo, ovviamente, ha spinto gli interessati a farsi più di una domanda sulle strategie di Google.

La sensazione è che il motore di ricerca abbia preferito far passare questa novità sotto traccia, per testarla adeguatamente e per cogliere in flagrante tutti coloro che hanno adottato tecniche di SEO illecite e, nonostante questo, sono comunque riusciti a farlo senza insospettire la precedente versione di Penguin. Proprio per questo motivo, non esistono al momento certezze sulla sua data di rilascio: teoricamente prevista per marzo 2016, pare che sia stata anticipata e che sia già oggi in funzione. Ciò si evince da qualche lamentela apparsa su Internet relativa all'improvvisa penalizzazione di alcuni siti web: dietro a questi episodi, infatti, si celerebbe Google Penguin 4.0.

 

Cosa cambierà con l'arrivo di Google Penguin 4.0

Innanzitutto è bene sottolineare che la nuova versione di Penguin è, in ordine temporale, l'ultima di una serie di strategie volte a rendere Google sempre più attento alla soddisfazione dei propri utenti: il motore di ricerca, in costante aggiornamento, sta letteralmente ribaltando come un calzino la SERP, cambiando drasticamente i criteri di posizionamento che ieri avrebbero favorito certi siti, ma che oggi ne favoriscono altri. Una misura resa necessaria dall'ampliarsi della presenza di esperti di web marketing abilissimi nell'aggirare i controlli, e nello spingere Google a favorire siti web privi di contenuti di qualità e di coerenza con le ricerche effettuate dagli utenti.

Google Penguin 4.0 servirà esattamente a rinforzare le misure di sicurezza di Google, individuando i siti web che si son macchiati di pratiche illecite come keyword stuffing e link building black hat. Rispetto al vecchio Penguin cambieranno una serie di parametri, che permetteranno al nuovo algoritmo di individuare con maggiore facilità i siti che si caratterizzano per la presenza di contenuti di scarso valore infarciti di parole chiave o che acquistano massicce strategie di link building al fine di alterare il posizionamento tra i risultati di ricerca.

Ma c'è un elemento che farà la differenza: diversamente rispetto al suo predecessore, Penguin 4.0 agirà in real time. Così facendo, il motore di ricerca si augura di scoraggiare chi continua a considerare SEO e web marketing come un sistema di trucchi per aggirare il controllo qualità di Google. In questo senso, chiunque faccia SEO in modo corretto non ha assolutamente nulla da temere da Penguin, anzi: i siti web che hanno sempre rispettato le linee guida di Google non potranno che trarre beneficio dal crollo dei portali spinti sulla SERP da strategie SEO illecite.

 

Come inciderà Penguin 4.0 sul posizionamento dei siti

Il nuovo Google Penguin modificherà la SERP soprattutto in base alla qualità dei contenuti mostrati all'interno dei siti web: il nuovo aggiornamento dell'algoritmo concentrerà gran parte delle sue forze nella ricerca di tutti quei siti web contenenti backink non in armonia con l'argomento trattato dal contenuto e dallo stesso sito web.

In altre parole, Penguin 4.0 pizzicherà coloro che hanno adottato tecniche di black hat SEO costruendo network di siti di spam al fine di lanciare in orbita sulla SERP il sito principale, verso cui rimandano i numerosi link esterni presenti nella rete. Una pratica che Google in passato aveva anche premiato, non rendendosi immediatamente conto delle conseguenze che questa strategia poteva avere sui risultati delle ricerche, sempre più falsificate dalla massiccia presenza di link fasulli.

Chiunque verrà considerato da Penguin colpevole di link building estremo, verrà fortemente penalizzato e scenderà di parecchie posizioni nella SERP, scomparendo dai risultati di Google nei casi più estremi.

 

Come fare SEO nel 2016

Le strategie per fare SEO nel 2016 non andranno incontro ad un drastico cambiamento, quanto piuttosto ad un aumento della loro qualità. Dunque, rimarrà assolutamente cruciale adottare strategie quali l'uso naturale delle keyword, l'attenzione verso i contenuti e un link building che sia virtuoso. Google Penguin, infatti, premierà ancor di più i siti web che agiscono nel rispetto di queste strategie di posizionamento, in quanto perfette per offrire agli utenti un risultato che sia coerente e soddisfacente per la specifica ricerca effettuata con determinate parole chiave.

 

Il posizionamento delle keyword: evitare lo stuffing

Il posizionamento delle keyword risulterà ancor più fondamentale che in passato. Tutto il sistema di Google gravita intorno alle parole chiave, in quanto è grazie ad esse che riesce a 'intercettare' i siti web coerenti con le richieste degli utenti.

Con Penguin il keyword stuffing è stato bandito, ma questo non ha impedito ai furbetti del SEO di trovare tecniche nuove per nascondere la ripetizione forzata di tali parole chiave: Penguin 4.0 è stato progettato per andare più in profondità, e per segnalare casi di SEO estremo con le keyword in modo più efficiente. Il consiglio, dunque, è di posizionare le keyword nel modo più naturale possibile, senza esagerare con il numero se non si vuole rischiare una penalizzazione.

 

Come fare un corretto link building nel 2016

Il secondo aspetto che il nuovo aggiornamento di Penguin andrà a studiare, sarà la presenza di siti web con link esterni che indirizzano al portale che si vuole sponsorizzare: l'algoritmo presterà la massima attenzione alla coerenza dei backlink, e valuterà se la presenza di quel certo tipo di link è coerente non solo con l'argomento di cui tratta il sito ospite, ma anche con il resto del testo dell'articolo.

Tutto questo per evitare che lo spam favorisca senza alcun merito i siti web che hanno acquistato numerosi spazi su network pensati proprio per la pratica del link building estremo. Per questo motivo, bisognerà prestare la massima attenzione a non cedere alle tentazioni offerte da numerose web agency, che promettono una veloce scalata della SERP posizionando link in portali appartenenti ai loro network. Il motivo è presto detto: non si avrà mai la certezza che queste agenzie agiranno nel rispetto dei parametri di Google. Dovessero macchiarsi di link building estremo, infatti, sarà il sito web oggetto dei link a farne le spese, prendendosi da Google Penguin 4.0 una pesante penalizzazione.