Google può essere il migliore alleato per la tua azienda o, più in generale, per il tuo brand. Posizionarsi tra i primi risultati di ricerca per le keyword di proprio interesse è fondamentale per ottenere traffico qualificato e, di conseguenza, potenziali clienti.

Ma pensa alle terribili conseguenze che potrebbero accadere nel caso di un passo falso della tua azienda. Ad inizio novembre 2016, Live Nation Italia è stata protagonista di un singolare caso messo in piedi dal programma tv “Le Iene”: la famosa agenzia organizzatrice di eventi è stata accusata di immissione di biglietti nel mercato del secondary ticketing, violando così i vincoli di esclusività previsti dal contratto con Ticket One.

Il risultato? Nei giorni successivi al servizio trasmesso in tv, i risultati di ricerca per la chiave “live nation” mostravano una serie di articoli che trattavano il caso, il che ha portato a danneggiare la reputazione del noto brand internazionale. Ancora oggi, basta cercare query come “live nation truffa” o “live nation biglietti” per trovare post pubblicati dagli autorevoli siti de “La Stampa”, “Il Fatto Quotidiano”, ecc.

 

live nation truffa serp

 

Casi come questo accadono molto più frequentemente di quanto si possa pensare. Che cosa può fare, allora, un’azienda per migliorare la propria reputazione online e liberarsi dalle menzioni negative? Esistono sostanzialmente due possibilità: la prima prevede la rimozione del contenuto dannoso dal web, il secondo permette di “seppellire” i risultati negativi attraverso una serie di operazioni atte a far apparire in prima pagina solo contenuti che mettano il brand in buona luce.

 

Rimuovere i link dannosi dal web

Il modo migliore per liberarsi da un contenuto dannoso consiste nell’eliminarla completamente dal web. Ciò è semplice qualora il contenuto che desideri eliminare si trova su un profilo o un sito di tua appartenenza, ma chiaramente nella maggior parte dei casi è molto più probabile che siano altre fonti a metterti in cattiva luce.

Per far sparire un contenuto dai risultati di ricerca non c’è niente di meglio che farlo sparire completamente dalla rete; diverse sono le opzioni per ottenere questo risultato, ma non sempre portano all’esito sperato. Vediamone alcune.

 

1. Contatta il publisher del contenuto

Il metodo più semplice, e più umano, per rimuovere un contenuto dal web consiste nell’approcciarsi a chi lo ha caricato, chiedendogli gentilmente di eliminarlo in quanto dannoso per la tua reputazione o quella della tua azienda.

Devi comprendere, però, che questa operazione potrebbe rivelarsi in una perdita di tempo; pensi che un sito nazionale di news sia disposto ad eliminare uno dei propri contenuti solo perché lede la reputazione di un brand? Tuttavia vale la pena provarci, soprattutto se le tue argomentazioni sono sufficientemente forti da convincerli a rimuovere la pagina.

 

2. Fatti aiutare da Google o dalle autorità

A volte capita che le aziende subiscano attacchi che ricorrono all’uso di informazioni false o sensibili. Se da solo non riesci a risolvere la questione, puoi decidere di rivolgerti direttamente a Google o alle autorità.

Il regolamento di Google permette la rimozione di certe informazioni sensibili, inclusi dati di carattere finanziario o numeri di identificazione che potrebbero metterti a rischio di furto d’identità o di frode finanziaria. Quando sei sicuro che i contenuti pubblicati da terzi – e che ti danneggiano – violano le norme del motore di ricerca, hai la possibilità di valutare le opzioni suggerite da Google e richiedere la rimozione del contenuto dai risultati di ricerca.

Ricorda comunque che rimuovere un contenuto dai risultati di ricerca non significa rimuoverlo dal web: il documento potrebbe comunque essere accessibile in altra maniera, per cui se hai seriamente intenzione di far rimuovere il contenuto non ti rimane altra opzione che rivolgerti alle autorità. Con il rischio di generare ancora più buzz attorno alla questione.

 

Seppellire i risultati negativi su Google

Come abbiam visto, rimuovere un risultato dal web può richiedere un’enorme quantità di tempo senza portare ai risultati sperati. Un approccio più efficace consiste allora nell’adottare la cosiddetta strategia di flooding, che prevede di “inondare” il web di informazioni che mettano in buona luce il brand danneggiato, facendo così arretrare in seconda pagina – almeno – le menzioni negative.

 

 

Ma la seconda pagina di Google non conta?

Le statistiche dimostrano che la prima pagina dei risultati di Google ottiene circa il 91% dei click, mentre la seconda non arriva neanche al 5%. Far arretrare i risultati negativi in seconda pagina permette dunque di minimizzare l’impatto di un contenuto dannoso.

Più facile a dirsi che a farsi, certo, tuttavia l’insieme di operazioni utili per seppellire le menzioni negative è alla portata di chiunque mastichi un po’ di nozioni digitali. Vediamo allora alcune strategie di flooding utili per migliorare la tua reputazione online.

 

1. Crea e gestisci i social media

I social network generalmente si posizionano molto bene sui motori di ricerca: non è raro trovare in prima pagina i profili Facebook, Twitter o Linkedin di un’azienda. Se il tuo brand non dispone ancora di un canale social potenzialmente utile, a seguito di un attacco alla sua reputazione potresti valutare di aprire un nuovo account dove farai emergere la vera natura dell’azienda, e dove potrai raccontare la tua versione dei fatti.

Attenzione però a non farti prendere la mano: disporre di molti profili social non serve a nulla se non li puoi gestire. I profili social attivi generalmente godono di una considerazione migliore, non solo da parte dei motori di ricerca ma anche in termini di reputazione complessiva. Acquisisci una fan base fedele e partecipativa, che ti sia vicina anche durante i momenti di crisi.

 

2. Crea e diffondi contenuti

A seguito di una crisi di reputazione, un metodo efficace per conquistare i primi posti della SERP consiste nel produrre una grande quantità di contenuti originali in grado di scavalcare i contenuti dannosi già posizionati.

Per fare chiarezza, riprendiamo l’esempio di Live Nation. Come si vede nei seguenti grafici elaborati da Google Trends, che stima l’interesse degli utenti in un determinato periodo di tempo per una data keyword, le ricerche legate al brand e al caso dei biglietti venduti “sottobanco” hanno avuto un’impennata proprio nei giorni successivi al servizio trasmesso in tv.

 

migliorare reputazione online

 

 

Anche quando la situazione sembra disperata, un buon modo di far buon viso a cattiva sorte potrebbe consistere nel realizzare una serie di contenuti ottimizzati per queste chiavi di ricerca con l’ovvio obiettivo di raccontare la propria versione dei fatti.

Un solo contenuto chiaramente non basterebbe a far arretrare i risultati negativi dalla prima pagina. Per questo motivo è importante poter contare su blog autorevoli e che ci permettano di ospitare articoli ottimizzati per le keyword potenzialmente cercate dagli utenti.

Il concetto di autorevolezza qui è fondamentale e varia anche a seconda del settore interessato. Se sono noti brand ad essere sotto attacco, come Live Nation, allora a parlarne saranno anche le testate online dei quotidiani nazionali iscritti a Google News, a cui è dedicata una specifica sezione all’interno della SERP. Passare al contrattacco, in questi casi, può essere estremamente complicato; una possibile soluzione potrebbe allora consistere nell’inviare alle testate giornalistiche un contenuto (come un comunicato) che esprima le proprie ragioni e contribuisca a far arretrare i risultati più negativi.

 

3. Crea diverse tipologie di contenuti

Le SERP non sono tutte uguali, e Google cerca di fornire agli utenti i contenuti che più soddisfino il loro intento di ricerca. Un buon modo per rispondere a una crisi e guadagnare qualche posto in più all’interno dei risultati di ricerca consiste non solo nel caricare nuovi articoli o pagine sul proprio sito, ma anche contenuti multimediali all’interno di piattaforme che ospitano contenuti degli utenti (Youtube, Flickr, Pinterest, ecc.).

 

Monitora il tuo lavoro

Una volta messe in pratica tutte le possibili strategie per migliorare la reputazione del tuo brand online, assicurati di monitorare i risultati. Puoi ad esempio configurare Google Alert per scoprire l’esistenza di nuove menzioni negative che ti riguardano, in modo da essere costantemente aggiornato e reagire di conseguenza.